Che Cos’è un Bot
Cerchiamo di spiegare che cosa sia un Bot in maniera molto semplice e comprensibile a tutti, peccando magari di superficialità. Un bot è un risponditore automatico che lavora tramite chat o altri sistemi vocali, programmabile con schemi fissi o tramite AI intelligenza artificiale ed offre varie possibilità di impiego in diversi settori:- assistenza all’acquisto
- assistenza post vendita
- Intrattenimento
Il primo dei due woebot si pone il seguente obiettivo:
Woebot è stato creato da scienziati alla Stanford University si pone un obiettivo piuttosto ambizioso: offrire ai giovani adulti la possibilità di ottenere una terapia cognitivo comportamentale utilizzando un bot completamente automatizzato. le conclusioni di questo esperimento sembra dimostrare che questo metodo funzioni nel somministrare CBT al gruppo di giovani adulti. trovate i dati dell’esperimento in questa pagina di riferimento : https://mental.jmir.org/2017/2/e19/Delivering Cognitive Behavior Therapy to Young Adults With Symptoms of Depression and Anxiety Using a Fully Automated Conversational Agent (Woebot): A Randomized Controlled Trial

- metodo per il raggiungimento degli obiettivi denominato smart suggerito dal bot
- spiegazione dell’importanza dell’uso delle parole per il benessere proprio e delle altre persone
- momenti di riflessione sui propri pensieri
it won’t matter whether computers will actually be conscious or not. It will matter what people think about it. Non conta se il computer ha una coscienza oppure no. quello che conta è quello che le persone pensano in relazione al computerTraslando la frase nel nostro contesto dei bot, significa che se attualmente i bot possono funzionare all’interno di un contesto ristretto di persone cosa succederà in futuro quando l’evoluzione dell’AI sarà esponenziale e quando non saprò più distinguere un AI da un essere umano? Ipotizzando che i BOT già attualmente funzioni a livello di psicoterapia all’interno dei determinati gruppi sociali la loro evoluzione potrebbe portare ad un contrasto col la figura del professionista psicologo o psicoterapeuta, un pò quello che sta accadendo tra Taxisti e Uber. Non ho i titoli professionali e probabilmente neppure l’esperienza per esprimere opinioni su queste tematiche così delicate, ma nell’ipotesi che l’affermazione del precedente paragrafo sia corretta in prospettiva è quello che accadrà almeno in fasi preliminari della terapia o come strumento a supporto della terapia o come terapia stessa. Pur essendo consapevole dell’importanza della relazione umana all’interno della terapia e quindi ammettendo tutte le difficoltà della nascita del “bot terapeuta” cosa accadrà quando i bot o le intelligenze artificiali saranno non più distinguibili dall’uomo? A questo punto dobbiamo parlare di Alan Turing e del suo test per individuare in soldoni se sto parlando con un uomo o con una macchina, un’immagine molto bella di questo test è quella offerta dal film Blade Runner in cui alcuni replicanti sono sottoposti a dei test per vagliare le loro reazione e constatare se fossero essere umani o no. Siamo ancora lontani dal risultato di ottenere una AI che possa passare il Turing test senza problemi le previsioni indicano però che ciò avverrà entro il 2029 https://chatbotsmagazine.com/how-close-are-chatbots-to-pass-turing-test-33f27b18305e Riprendendo la citazione del libro di Harari:
Non conta se il computer ha una coscienza oppure no. quello che conta è quello che le persone pensano in relazione al computerl’unica cosa che conterà sarà il fatto che il bot faccia una buona terapia in quanto molto probabilmente l’utente non sarà in grado di distinguere se si tratta di un umano o una semplice AI Questo articolo per le tematiche che introduce meriterebbe ben altri approfondimenti ma andando a riflettere sul lavoro dello psicologo ai tempi di google che è una delle mie tematiche principali è probabile che questo tipo di tecnologia avrà un’impatto sulla professione dello psicoterapeuta probabilmente non a breve termine ma chi può dire fra quanti anni esattamente?